Ispirato a After the End di Dennis Kelly, questo laboratorio attraversa una delle drammaturgie contemporanee più spietate e affascinanti degli ultimi anni: un thriller psicologico che mette al centro due esseri umani costretti a convivere in un bunker dopo un presunto disastro nucleare.
Ma la vera domanda del testo non riguarda la fine del mondo.
Riguarda ciò che accade quando non esiste una via di fuga.
Il bunker diventa uno spazio umano prima ancora che scenico: un territorio in cui paura, desiderio di protezione, bisogno di controllo, dipendenza e sopravvivenza ridefiniscono continuamente le relazioni. Le certezze si incrinano, i ruoli si confondono, vittima e carnefice smettono di essere categorie stabili.
Il laboratorio si svilupperà attraverso un’immersione progressiva nel testo, lavorando tra lettura, pratica scenica e relazione. Il dialogo sarà il centro del percorso.
Un lavoro a due, dentro una drammaturgia che mette costantemente in discussione chi guida, chi protegge e chi resta intrappolato.
Un’immersione intensa dentro una scrittura feroce e ambigua, dove la tensione non esplode immediatamente ma cresce nei dettagli, negli sguardi, nelle pause e nei piccoli spostamenti di potere, una scrittura in cui il non detto pesa quanto le parole e in cui ogni relazione può cambiare direzione da un momento all’altro.
Perché la domanda, forse, non è come si sopravvive alla fine del mondo.
È cosa resta dell’essere umano quando tutte le uscite sembrano chiuse.
