“A sangue freddo” di Truman Capote, “L’avversario” di Emmanuel Carrère, “La
città dei vivi” di Nicola Lagioia. Esseri umani che si interessano dei delitti
commessi da altri esseri umani, fino a trasformarli in opere d’arte.
Cosa ci colpisce di un crimine? E perché?
Come Gisèle Vienne ha mostrato con “Jerk”, anche il teatro può essere il luogo in
cui verità storica e finzione si mescolino indissolubilmente per dar vita ad una fine
creazione artistica.
Attraverso questo laboratorio indagheremo la posizione dell’artista teatrale rispetto
agli accadimenti della cronaca e alle modalità con cui questi ci vengono raccontati.
Perché se oggi il giornalismo è sempre più morboso, soggettivo ed emotivo allora
il teatro può scegliere di raccontare e reinterpretare i fatti della cronaca in una
forma più neutra e soggettiva. Dando vita a una sorta di “catarsi scientifica”.
Ciascun partecipante sceglierà un caso di cronaca che lo ha incuriosito, e lo
utilizzerà nel percorso – personale e collettivo – del laboratorio per scoprirne le
potenzialità artistiche. Il seminario è rivolto a chiunque sia interessato ad indagare
il rapporto esistente oggi tra teatro e cronaca.
